3) Berkeley. Sull'origine delle idee.
Berkeley professa un radicale empirismo: tutte le nostre idee
derivano dalle sensazioni.
G. Berkeley, Trattato sui princpi della conoscenza umana, Parte
prima (pagine 249-250).

 evidente a ognuno che dia uno sguardo agli oggetti dell'umana
conoscenza, che essi sono o idee impresse presentemente dai sensi,
o quali sono state percepite facendo attenzione alle passioni e
operazioni della mente, o finalmente idee formate con l'aiuto
della memoria e dell'immaginazione, o componendo e dividendo, o
semplicemente rappresentando quelle originalmente percepite nelle
maniere anzidette. Con la vista io ho le idee della luce e dei
colori coi loro diversi gradi e variazioni. Col tatto percepisco,
per esempio, il duro e il molle, il caldo e il freddo, il
movimento e la resistenza, e di tutte queste cose il pi e il meno
per la quantit e per il grado. L'odorato mi fornisce di odori; il
palato di gusti, e l'udito porta i suoni alla mente in tutta la
loro variet di tono e di composizione. E come parecchie di queste
idee si osserva che si accompagnano l'un l'altra, vengono ad esser
segnate con lo stesso nome, e cos ad esser reputate come una cosa
sola. Per esempio, poich si  osservato che un certo colore,
gusto, odore, figura e consistenza vanno insieme, sono state
considerate per una sola cosa distinta da altre e significata col
nome mela. Altre collezioni di idee costituiscono una pietra, un
albero, un libro, e simili cose sensibili; le quali, secondo che
siano piacevoli o sgradevoli, eccitano le passioni di amore, odio,
gioia, dolore, e cos via.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1968, volume
tredicesimo, pagina 716.
